Due anni dalla strage di Nuoro: i femminicidi in Italia calano in Sardegna no

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Due anni fa la strage di Nuoro.

Sono passati due anni dalla strage di Nuoro e ancora non ci sono risposte sul movente del massacro famigliare, avvenuto il 25 settembre 2024, dove un uomo uccise moglie, figli, madre e vicino di casa, per poi togliersi la vita poco dopo. In città resta una ferita aperta nella memoria collettiva della Sardegna e dell’Italia intera. Un massacro insensato che ha spezzato vite, sconvolto un’intera comunità e riacceso un drammatico riflettore sul fenomeno della violenza di genere.

Storia di un massacro.

La mattina del 25 settembre 2024, Roberto Gleboni, un operaio forestale di 52 anni incensurato, ha imbracciato una pistola regolarmente detenuta scatenando la furia all’interno delle mura domestiche. Gleboni ha ucciso la moglie Giusi Massetti e la figlia maggiore Martina, ferito mortalmente il figlio più piccolo di 10 anni Francesco, e colpito il figlio quattordicenne. Nella sua scia di violenza ha poi ucciso un vicino di casa, Paolo Sanna, incontrato casualmente sul pianerottolo, prima di dirigersi verso l’abitazione dell’anziana madre, sparandole e ferendola, per poi togliersi la vita. Le indagini della Procura non hanno mai evidenziato un fattore economico o esterno, lasciando emergere la figura di un movente radicato nel controllo, nella dinamica di possesso e nella violenza patriarcale repressa all’interno del contesto familiare.

I femminicidi in Italia calano, in Sardegna no.

Questo tragico evento s’inserisce in una discrepanza statistica evidente se si analizzano i dati del Ministero dell’Interno dal 2024 a oggi. A livello nazionale si registra un’inversione di tendenza progressiva nei femminicidi. Il calo più decisivo è avvenuto a partire dal 2024, quando nell’Isola, invece, si è assistito a un drammatico picco del 200%. Nel 2024 in Italia si sono registrati oltre 100 casi, infatti, un calo del 18% invece è avvenuto nel 2025 e una flessione ulteriore nel 2026, confermando una diminuzione costante dei delitti contro le donne nel Paese. Nel 2025, infatti, i femminicidi sono calati sotto i 100 casi, nei primi sei mesi del 2026 il numero delle donne uccise era sceso a 26 casi (lo scorso anno erano 54).

La contrazione nazionale non trova però riscontro nell’isola. Nel 2024 in Sardegna si sono registrate 6 vittime di femminicidio, segnando un picco tragico guidato proprio dai fatti di Nuoro. Questo trend negativo non si è fermato negli anni successivi, dato che la regione continua a registrare sistematicamente una media di almeno 2 o più casi ogni anno, confermandosi un territorio in cui la radice dei delitti in ambito affettivo e familiare fatica a recidersi. L’Isola è, infatti, tra le regioni più colpite dal fenomeno del femminicidio mostrando un’incidenza piuttosto alta rispetto alla media nazionale. A due anni dalla tragedia di Nuoro, il ricordo delle vittime impone non soltanto una memoria affettiva, ma una costante riflessione sulle reti di prevenzione e di supporto sul territorio regionale contro la violenza domestica.

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