Carceri, carenza di agenti in Sardegna: allarme della Con.Si.Pe.

Carcere Nuoro

La carenza di agenti di Polizia Penitenziaria in Sardegna.

Una situazione definita ormai insostenibile viene denunciata dal segretario nazionale della Con.Si.Pe., Roberto Melis, che richiama l’attenzione sulle condizioni in cui opera il Corpo di Polizia Penitenziaria su scala nazionale, con particolare riferimento al Distretto Sardegna. Secondo quanto riferito, nonostante le numerose segnalazioni inviate nel tempo, le criticità note e documentate non avrebbero ricevuto risposte concrete.

A livello nazionale, evidenzia Melis, la carenza di personale avrebbe raggiunto circa 16.000 unità mancanti, una situazione che rischia di compromettere sicurezza, efficienza e tenuta complessiva del sistema penitenziario. In Sardegna il quadro viene descritto come ancora più pesante, con turni prolungati, difficoltà a garantire adeguati riposi, servizi scoperti e un sovraccarico operativo che esporrebbe gli agenti a rischi rilevanti.

Alla luce anche delle recenti dichiarazioni del ministro della Giustizia, Melis sollecita lo scorrimento immediato di tutte le graduatorie vigenti, ritenuto necessario per procedere rapidamente all’immissione in servizio del personale mancante. Una richiesta che, secondo il segretario, assume ulteriore urgenza a causa delle numerose rinunce registrate tra i candidati convocati nelle scuole di formazione per l’avvio dei corsi. Il rappresentante sindacale chiede inoltre una revisione delle piante organiche nazionali, considerate non più adeguate rispetto alle reali esigenze operative degli istituti penitenziari. Le attuali dotazioni, ferme a criteri ritenuti superati, non consentirebbero di assicurare né adeguati livelli di sicurezza né condizioni di lavoro dignitose per il personale.

Tra le criticità segnalate vi sarebbe anche la mancanza di vestiario e l’inadeguatezza dei mezzi. Nonostante ripetuti solleciti, la fornitura spettante agli operatori non sarebbe stata ancora completata, con ricadute sulla dignità professionale e sulla sicurezza degli agenti. Melis evidenzia inoltre che in diversi istituti permangono problemi ai sistemi di sicurezza, con cancelli elettrici in avaria da mesi, dispositivi anti-scavalcamento fuori uso e impianti di videosorveglianza non funzionanti o obsoleti. Ritardi manutentivi che, viene sottolineato, rappresenterebbero un rischio concreto sia per il personale sia per la collettività.

Ulteriori preoccupazioni riguardano le condizioni di salubrità degli ambienti di lavoro. In varie strutture, secondo la denuncia, mancherebbe una manutenzione adeguata degli impianti di riscaldamento e climatizzazione nei posti di servizio, costringendo gli operatori a lavorare in ambienti freddi durante l’inverno e insalubri nei mesi estivi, con possibili ripercussioni sulla salute e sulla qualità del servizio. Melis chiede con urgenza “lo scorrimento immediato di tutte le graduatorie vigenti, la rivisitazione delle piante organiche nazionali, la fornitura tempestiva del vestiario spettante, la riparazione o sostituzione dei sistemi di sicurezza, la manutenzione degli impianti di riscaldamento e climatizzazione e, soprattutto, la garanzia di condizioni di lavoro salubri e dignitose per tutto il personale”.

La Con.Si.Pe. ribadisce infine che la sicurezza degli istituti penitenziari non può prescindere dalla presenza di organici adeguati, strumenti efficienti e ambienti di lavoro idonei, sottolineando la necessità di interventi tempestivi senza ulteriori rinvii.

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