Vicinanza concreta ai sofferenti: il vescovo Mura all’ospedale di Lanusei per la Giornata del Malato
Il vescovo Mura all’ospedale di Lanusei per la Giornata del Malato. Una carezza ai pazienti e un incoraggiamento a chi ogni giorno si prende cura degli altri. In occasione della XXXIV Giornata Mondiale del Malato, il vescovo di Nuoro e Lanusei Antonello Mura ha visitato l’ospedale N.S. della Mercede di Lanusei, portando un messaggio di vicinanza e umanità tra le corsie del presidio ogliastrino.
Il presule ha raggiunto il nosocomio nella mattinata del 18 febbraio, accompagnato dal direttore generale della Asl Ogliastra Andrea Fabbo e dal direttore del presidio ospedaliero Luigi Ferrai.
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Preghiera e parole di incoraggiamento
La visita ha preso avvio con un momento di preghiera comunitaria nella sala d’attesa del reparto di Radiologia. Rivolgendosi al personale sanitario, monsignor Mura ha richiamato il tema scelto quest’anno per la Giornata del Malato, ispirato alla parabola del Buon Samaritano.
«La mia presenza qui vuole rappresentare un incoraggiamento per tutto ciò che fate quotidianamente», ha detto il Vescovo, sottolineando come nel lavoro di medici, infermieri e operatori socio-sanitari convivano professionalità e passione. Ha invitato tutti a non “voltarsi dall’altra parte” di fronte alla sofferenza, ricordando che la cura richiede competenza ma anche profonda umanità.
Due ore tra i reparti
Il percorso all’interno dell’ospedale è durato oltre due ore. Il Vescovo ha attraversato diversi reparti, si è fermato nelle aree di degenza e ha rivolto parole di conforto ai pazienti ricoverati. Ha salutato personalmente il personale sanitario, ringraziandolo per l’impegno quotidiano al servizio della comunità.
La presenza del presule ha rappresentato un momento di ascolto e condivisione in una struttura che costituisce un punto di riferimento fondamentale per l’intero territorio ogliastrino.
Il ringraziamento della Asl Ogliastra
Il direttore generale Andrea Fabbo ha espresso gratitudine per la visita e per il valore simbolico dell’iniziativa. «Le parole di conforto per i pazienti e di stima per i nostri operatori rappresentano un importante segnale di riconoscimento», ha dichiarato.
Fabbo ha richiamato a sua volta l’immagine del Buon Samaritano come stimolo a proseguire l’impegno quotidiano con rinnovata attenzione verso la persona, ricordando che la cura non coincide solo con l’atto clinico ma si fonda su una relazione umana autentica.
La visita del vescovo Mura ha così unito spiritualità e sanità in una giornata dedicata ai malati, offrendo un segnale di vicinanza concreta a chi soffre e a chi ogni giorno lavora per alleviare la sofferenza.




