Maxi investimento sui tesori nuragici: nuovi scavi archeologici nel Marghine

Nuraghi del Marghine: ecco il finanziamento per i nuovi scavi

Nuraghi del Marghine: ecco il finanziamento per i nuovi scavi. Il Sistema archeologico del Marghine compie un deciso salto di qualità grazie a un nuovo finanziamento da 1 milione 850 mila euro destinato alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico. Le risorse ampliano un progetto già avviato e rafforzano una strategia che punta a trasformare l’archeologia in un motore culturale e turistico per l’intera area. Il Marghine conferma così il proprio ruolo centrale nella narrazione della civiltà nuragica e delle epoche successive.

Cinque nuovi siti entrano nel progetto

Il nuovo stanziamento consente di includere cinque siti archeologici di grande valore. A Bortigali entra il Nuraghe Sa Corte, mentre a Lei il programma abbraccia il Santuario nuragico di Molinu S’Orcu, luogo di culto e di incontro delle comunità antiche. A Bolotana il progetto coinvolge il sito archeologico di Mularza Noa, mentre a Macomer assume un ruolo centrale il Nuraghe e villaggio di Tamuli, noto per le sue betili scolpiti. A Sindia, infine, il piano include il ponte romano di Ponte Oinu, testimonianza della continuità insediativa in età imperiale.

I cantieri già aperti sul territorio

Il nuovo finanziamento si innesta su un intervento precedente da 3.867.920 euro, che ha già avviato i lavori su altri sei siti strategici. Il progetto interessa il Nuraghe Orolìo a Silanus, il Nuraghe Porcarzos a Borore, il Nuraghe Miuddu a Birori, il Nuraghe Orolo e il Protonuraghe Carrarzu Iddia a Bortigali, oltre al Nuraghe Pontes a Dualchi. Questi cantieri procedono con operazioni di messa in sicurezza, restauro e miglioramento dell’accessibilità.

Scavi, restauri e nuova conoscenza

Il programma prevede il completamento delle opere già avviate e l’avvio di scavi archeologici e interventi di restauro nei nuovi siti. Archeologi, restauratori e tecnici lavoreranno per ampliare la conoscenza scientifica dei contesti, proteggere le strutture e restituire al pubblico luoghi finora poco conosciuti. Ogni intervento punta a raccontare il territorio attraverso dati, reperti e percorsi di visita strutturati.

Un patrimonio aperto alla comunità

La strategia guarda anche alla fruizione pubblica. Il progetto mira a creare itinerari integrati, pannelli informativi e spazi accessibili che favoriscano la visita di cittadini, scuole e turisti. Il Marghine rafforza così la propria identità culturale e costruisce nuove opportunità di sviluppo locale legate al turismo sostenibile e alla valorizzazione delle risorse storiche.

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