A Nuoro in 15mila per il Redentore, duemila figuranti da tutta l’Isola

Nuoro Redentore 2026

Nuoro, successo confermato per l’edizione 126 del Redentore

L’edizione 126 del Redentore di Nuoro conferma il suo “successo”. Quella che ha attraversato la capitale della Barbagia non è stata una semplice sfilata, ma un vero e proprio pellegrinaggio laico e spirituale insieme, un atto di devozione collettiva che ha trasformato il cuore di Nuoro in una cattedrale a cielo aperto. Quindicimila presenze stipate lungo le vie della città hanno assistito, in un silenzio quasi reverenziale, all’annuale omaggio verso il Cristo Redentore, la statua che dal monte Ortobene domina e protegge la comunità.

Ad aprire il cammino, un esercito pacifico ed solenne composto da duemila figuranti. La Sardegna intera concentrata in un unico colpo d’occhio: donne, uomini e bambini giunti da ogni angolo dell’Isola. Ognuno indossava con fierezza l’abito tradizionale del proprio paese d’origine: velluti pesanti, ricami minuziosi d’oro e d’argento, scialli frangiati e copricapi di lino bianco, quanto mai utile contro il maxi caldo del periodo.

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Il corteo si è mosso lungo un percorso rigoroso, sobrio, volutamente spogliato di ogni concessione al mero spettacolo da intrattenimento. Niente danze tradizionali, niente movimenti scomposti. La solennità dell’evento è stata scandita esclusivamente dai canti sacri arcaici misti a sinceri sorrisi. Si è alzato il coro di “Deus ti salvet Maria”, l’Ave Maria in lingua sarda. Una preghiera corale che ha unito le voci dei figuranti a quelle della folla stipata sui marciapiedi.

Il pellegrinaggio urbano è terminato davanti della cattedrale di Santa Maria della Neve. È qui che il percorso si è chiuso, formando un ideale cerchio di fede. Sul piazzale il vescovo della Diocesi di Nuoro, Antonello Mura.

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