Sanità in Barbagia, a Sorgono il caso dei medici a gettone
Sanità in Barbagia, a Sorgono il caso dei medici a gettone. Un vero e proprio ultimatum istituzionale, inviato tramite Posta Elettronica Certificata con il valore di un atto formale, punta a evitare il collasso definitivo dell’assistenza sanitaria nel cuore della Sardegna. Il comitato spontaneo dei cittadini ha indirizzato il documento direttamente al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, alla Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e ai vertici dell’Asl 3 di Nuoro guidata da Francesco Trotta.
Al centro della protesta legata alla sanità in Barbagia e dei medici a gettone all’ospedale di Sorgono c’è l’imminente scadenza dei contratti dei professionisti esterni, fissata per il prossimo 30 giugno. Senza un piano di emergenza o una proroga dell’ultimo minuto, il presidio ospedaliero San Camillo di Sorgono rischia la paralisi delle attività di urgenza.
Il nodo dei medici a gettone e il blocco delle proroghe
La crisi nasce dalla decisione della Direzione Generale della Sanità regionale di confermare la cessazione del servizio di gestione esternalizzato del Pronto Soccorso. I cosiddetti “medici a gettonisti”, che fino a oggi hanno garantito i turni di guardia medica attiva per l’emergenza, non vedranno rinnovati i loro contratti oltre la data del 30 giugno 2026.
L’aspetto che allarma maggiormente le comunità locali di Aritzo, Gadoni e Belvì è la totale assenza di soluzioni alternative, transitorie o sostitutive. Il comitato evidenzia come il taglio lineare di questo servizio, in una zona già catalogata come svantaggiata dal punto di vista geografico e infrastrutturale, possa tradursi in una palese violazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) previsti dai decreti ministeriali nazionali.
I dati del collasso assistenziale: guardia medica sospesa per 16 giorni
Per dimostrare che non si tratta di una protesta ideologica ma di una reale emergenza quotidiana, il documento ufficiale elenca una serie di disservizi strutturali registrati nel solo mese di giugno 2026. Attraverso i dati forniti dallo stesso Distretto sanitario di Sorgono:
- Guardia Medica: Il servizio di continuità assistenziale ordinario è rimasto sospeso e scoperto per ben 16 giorni su 30.
- Servizio 118: Si registra una frequente assenza della figura del medico a bordo delle ambulanze di soccorso avanzato.
- Elisoccorso: Il servizio aereo notturno risulta non operativo per il territorio.
- Tempi di trasporto: I collegamenti stradali obbligano i pazienti a viaggi di 45 minuti per raggiungere Sorgono e di oltre due ore per l’ospedale San Francesco di Nuoro.
“I cittadini non chiedono privilegi, chiedono semplicemente di essere curati, anche qui in Barbagia” — estratto dal documento inviato dai referenti del territorio.
Le richieste formali alla Regione e l’ipotesi di azioni legali
L’atto di integrazione urgente si conclude con tre precise richieste indirizzate alla giunta regionale e alla governance dell’Asl barbaricina. Il gruppo pretende l’adozione, entro la mezzanotte del 30 giugno, di misure concrete e documentate per non interrompere le attività del San Camillo.
Viene inoltre richiesta la pubblicazione immediata dei nuovi turni, degli orari e dei nominativi del personale che dovrà sostituire i gettonisti dal primo luglio, con una formale assunzione di responsabilità istituzionale da parte dei dirigenti firmatari. In caso di mancata risposta o di interruzione delle cure mediche di emergenza, il comitato ha già annunciato l’intenzione di tutelare i diritti della popolazione denunciando la situazione alle autorità giudiziarie competenti.
