Santa Maria Navarrese, ritrovato il peschereccio affondato: ancora dispersi i due occupanti

È stato individuato dopo un mese di ricerche il peschereccio affondato al largo di Santa Maria Navarrese

È stato individuato dopo un mese di ricerche il peschereccio affondato al largo di Santa Maria Navarrese. Il relitto giace a circa 150 metri di profondità, in prossimità del punto in cui era stato segnalato l’ultimo contatto, adagiato sul lato di dritta. Nonostante il ritrovamento rappresenti un passaggio cruciale nelle operazioni, resta ancora senza esito la ricerca dei due occupanti, dei quali al momento non è stato rinvenuto alcun corpo.

Nel pomeriggio di ieri è giunta nel porto di Arbatax la nave Artabro, un’unità Offshore Supply Vessel dell’EMSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima), con a bordo il personale specializzato del 4° Nucleo Subacquei di Cagliari. I sommozzatori inizieranno le operazioni direttamente sul punto dell’affondamento, con l’obiettivo di ispezionare il relitto e raccogliere elementi utili a chiarire la dinamica dell’incidente.

A supporto delle attività è impegnata anche la motovedetta CP811 della Guardia Costiera, che garantisce assistenza e sicurezza in superficie durante tutte le fasi delle operazioni subacquee.

Il coordinamento degli interventi è affidato al comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Arbatax, tenente di vascello (CP) Mattia Caniglia. La zona è stata temporaneamente chiusa alla navigazione per consentire lo svolgimento in sicurezza delle attività di ricerca e recupero.

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Le condizioni operative risultano particolarmente complesse, sia per la profondità significativa sia per le caratteristiche del fondale. Gli operatori subacquei dovranno procedere con la massima cautela, utilizzando attrezzature tecniche avanzate per raggiungere e ispezionare il peschereccio.

Il ritrovamento del relitto segna una svolta nelle indagini, ma lascia ancora aperti interrogativi sulle cause dell’affondamento e sulla sorte dei due marittimi.

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