“Sinistra futura” diventa uno scontro legale tra Coda e il partito
È scontro aperto all’interno di Sinistra futura per le divergenze sul Comune di Nuoro, Angelo Coda replica al partito. Prima ha attaccato l’assessore Domenico Cabula, ora replica al partito che vuole togliergli il simbolo. Nella veste di avvocato difende le sue prerogative da consigliere comunale, non solo replica duramente al partito ma si dice pronto a difendersi “nelle sedi competenti”
La lettera di Angelo Coda al partito
“Riscontro a diffida relativa all’utilizzo del nome e del simbolo di “Sinistra Futura”.
Gentile Presidente Regionale,
il sottoscritto Consigliere comunale, Angelo Coda, unico componente del gruppo consiliare denominato “Sinistra Futura”, in riferimento alla Vostra comunicazione di diffida con la quale si intima di cessare l’utilizzo del nome e del simbolo del partito, rappresenta quanto segue:
La diffida risulta priva di fondamento giuridico; il gruppo consiliare “Sinistra Futura” cui appartengo è stato costituito nel rispetto delle disposizioni del regolamento del Consiglio comunale
e trae la propria denominazione dalla lista elettorale con la quale il sottoscritto è stato legittimamente eletto dai cittadini. La denominazione del gruppo consiliare e il riferimento al simbolo utilizzato nel contesto dell’attività istituzionale costituiscono infatti un richiamo alla lista presentata e ammessa alla competizione elettorale, con il relativo contrassegno depositato presso gli uffici elettorali competenti al momento della presentazione delle candidature”.
“Tale simbolo e tale denominazione hanno rappresentato l’elemento identificativo sottoposto al giudizio degli elettori e sulla base del quale è stato conferito il mandato elettivo. Ne consegue che il loro utilizzo nell’ambito delle attività istituzionali del Consiglio comunale costituisce un mero riferimento alla provenienza elettorale del consigliere e alla rappresentanza politica derivante dal voto degli elettori. L’utilizzo della denominazione e del simbolo in ambito consiliare costituisce pertanto espressione diretta del mandato elettivo ricevuto e della rappresentanza politico- istituzionale esercitata all’interno dell’assemblea. Il consigliere non agisce quale rappresentante del partito ma esclusivamente quale eletto nella lista che riportava tale denominazione”.
Le prerogative del consigliere
“È principio consolidato dell’ordinamento che il mandato del consigliere comunale sia libero e non soggetto a vincolo di mandato, principio ricavabile in via generale dall’art. 67 della Costituzione e applicato costantemente anche agli organi elettivi locali. Ne consegue che nessuna formazione politica può unilateralmente incidere sulle modalità con cui il consigliere esercita le proprie prerogative istituzionali, né imporre limitazioni alla denominazione del gruppo consiliare quando questa sia riferita alla lista elettorale di provenienza”.
“Si evidenzia inoltre che i gruppi consiliari costituiscono articolazioni interne dell’organo consiliare e la loro disciplina è rimessa al regolamento del Consiglio comunale, non alle determinazioni degli organi di partito. Eventuali questioni inerenti alla denominazione del gruppo possono pertanto essere valutate esclusivamente nelle sedi istituzionali competenti e secondo le procedure previste dal regolamento consiliare”.
“Alla luce di quanto sopra, la richiesta di cessare l’utilizzo del nome e del simbolo del gruppo consiliare non può essere accolta. Si diffida pertanto dal reiterare contestazioni o iniziative che possano incidere illegittimamente sull’esercizio delle prerogative connesse al mandato elettivo del sottoscritto, con riserva di ogni tutela nelle sedi competenti.
Avv. Angelo Coda”.
