Anche la presidente Todde all’inaugurazione del frantoio della Cooperativa Olivicoltori di Oliena
Inaugurato il nuovo frantoio della Cooperativa Olivicoltori di Oliena, moderno impianto della cooperativa che riunisce 150 soci. Alla cerimonia la presidente della Regione Alessandra Todde.
Un nuovo frantoio, moderno e tecnologicamente avanzato, per rafforzare una delle attività produttive più rappresentative del territorio e rilanciare il valore economico, sociale e culturale dell’olivicoltura. È stato inaugurato nella zona artigianale di Oliena il nuovo impianto della Cooperativa Olivicoltori di Oliena, una realtà che riunisce circa 150 soci e rappresenta da anni un importante presidio dell’economia agricola locale.
L’inaugurazione
Alla cerimonia hanno partecipato la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, rappresentanti delle istituzioni, del mondo agricolo e cooperativo e numerosi cittadini. A fare gli onori di casa il presidente della Cooperativa, Graziano Pau, che ha ricordato il percorso di impegno, sacrifici e determinazione che ha consentito di realizzare l’investimento.
Il nuovo stabilimento, realizzato nella zona PIP del paese, consentirà di migliorare le lavorazioni, valorizzare la qualità delle produzioni e offrire nuove opportunità agli olivicoltori locali. Un investimento particolarmente significativo in un territorio nel quale la coltivazione dell’olivo rappresenta non soltanto un’attività economica, ma anche un elemento fondamentale del paesaggio, della cultura e dell’identità collettiva.
La Cooperativa opera in un comprensorio caratterizzato da circa tremila ettari di oliveti, una risorsa che contribuisce a mantenere vivo il legame tra agricoltura, ambiente e tradizioni. L’ammodernamento degli impianti rappresenta quindi un passaggio importante per migliorare la competitività delle produzioni, rafforzare la filiera e affrontare le sfide di un mercato sempre più attento alla qualità e alla tracciabilità.
Agci Gallura Nuoro
Michele Ruiu, agronomo e dirigente AGCI Gallura Nuoro, ha sottolineato «Ci sono imprese che appartengono ai propri soci e ci sono imprese che, pur appartenendo ai soci, finiscono per appartenere idealmente a un’intera comunità. La Cooperativa Olivicoltori di Oliena rappresenta bene questa seconda dimensione, perché custodisce un patrimonio produttivo, culturale e sociale profondamente legato all’identità del territorio». Secondo Ruiu, il nuovo frantoio costituisce un esempio concreto di come gli investimenti nella cooperazione possano produrre benefici che vanno oltre la singola impresa.
Tra le fonti finanziarie che hanno contribuito alla realizzazione del progetto figura anche General Fond, realtà del sistema della finanza cooperativa che ha partecipato al sostegno dell’investimento. Un contributo che evidenzia l’importanza degli strumenti finanziari dedicati alla cooperazione, capaci di accompagnare le imprese nei percorsi di consolidamento, ammodernamento e sviluppo. Su questo aspetto interviene Michele Fiori, vicepresidente vicario di AGCI Sardegna e già componente del board di General Fond, sottolineando il significato dell’iniziativa per l’intero movimento cooperativo.
«Il contributo di General Fond si inserisce proprio in questa prospettiva: sostenere progetti imprenditoriali solidi, capaci di coniugare innovazione, mutualità e sviluppo locale. Il valore di questo investimento non si misura soltanto nelle nuove tecnologie o nella maggiore capacità produttiva, ma anche nelle opportunità che potrà generare per i soci, per le famiglie e per l’economia di Oliena».
Verso un frantoio di comunità
L’inaugurazione ha messo in evidenza anche la dimensione sociale dell’iniziativa. La Cooperativa costituisce infatti un patrimonio che supera gli interessi economici dei singoli soci, coinvolgendo direttamente la comunità locale e le attività produttive del territorio. Una prospettiva che richiama il modello della cooperativa di comunità, nella quale l’impresa, pur mantenendo la propria natura economica e mutualistica, diventa uno strumento capace di generare benefici diffusi e nuove occasioni di partecipazione. In questa direzione, il nuovo impianto potrebbe progressivamente assumere il ruolo di un vero e proprio «frantoio di comunità»: non soltanto un luogo destinato alla trasformazione delle olive, ma anche uno spazio di incontro tra produttori, cittadini e nuove generazioni, nel quale promuovere la cultura dell’olio, la biodiversità, l’educazione alimentare e il turismo esperienziale.
Una prospettiva condivisa da Michele Fiori, che richiama il valore della cooperazione come strumento di sviluppo delle comunità locali. «La sfida, oggi, è fare in modo che questo frantoio diventi sempre più un luogo aperto al territorio, capace di mettere insieme agricoltori, giovani, competenze e tradizioni. Un luogo nel quale il prodotto diventi anche racconto dell’identità di Oliena e occasione per costruire nuove opportunità economiche e sociali. Perché difendere una tradizione non significa guardare al passato, ma darle gli strumenti per avere un futuro».
La presenza della Regione
La partecipazione della presidente Alessandra Todde ha confermato l’attenzione delle istituzioni verso un comparto che, soprattutto nelle aree interne della Sardegna, può contribuire alla tenuta economica e sociale delle comunità. Nel suo intervento, la presidente ha richiamato il valore della cooperazione e l’importanza di sostenere iniziative capaci di coniugare tradizione produttiva, innovazione e sviluppo locale.
Oltre la presidente Todde all’inaugurazione hanno preso parte altri rappresentanti della Regione tra cui Paolo Ledda Segretario particolare dell’Assessore regionale dell’Agricoltura Francesco Agus, l’On.le Lara Serra, con interventi caratterizzati dalla sottolineatura della formula cooperativa per lo sviluppo e la coesione sociale per la valorizzazione dei territori.
L’apertura del nuovo frantoio rappresenta così il punto di arrivo di un percorso impegnativo, ma soprattutto l’inizio di una nuova fase per la Cooperativa Olivicoltori di Oliena. La sfida sarà trasformare l’investimento tecnologico in un’occasione di crescita condivisa, capace di creare valore per i soci, sostenere il lavoro agricolo, coinvolgere le nuove generazioni e rafforzare l’identità produttiva del territorio. Un percorso nel quale la cooperazione e gli strumenti della finanza mutualistica possono continuare a svolgere un ruolo determinante, dimostrando come l’innovazione possa nascere dalle radici di una comunità e contribuire a costruirne il futuro.
