Pratosardo e Tossilo: allarme sulla governance

Futuro Pratosardo e Tossilo Europa Verde chiede governance

Futuro Pratosardo e Tossilo, Europa Verde chiede governance. La gestione delle aree industriali del Centro Sardegna attraversa un momento di profonda incertezza, scatenando la dura presa di posizione delle forze politiche locali. Il Comune di Nuoro, gli operatori economici e numerose realtà sociali del Marghine evidenziano la necessità assoluta di superare uno stallo amministrativo che paralizza lo sviluppo economico del territorio da troppo tempo. Istituzioni e cittadini reclamano a gran voce il diritto di decidere le sorti industriali delle proprie comunità, rifiutando logiche centralistiche e burocratiche.

La data del 30 giugno 2026 segnerà la scadenza ufficiale del commissariamento straordinario, con il conseguente e automatico passaggio delle competenze al Consorzio Industriale Provinciale. Tuttavia, l’attuale situazione tecnica, organizzativa e gestionale non garantisce affatto un trasferimento sereno. Questo passaggio rischia infatti di trasformarsi in un freddo adempimento burocratico, ignorando le tantissime e complesse criticità strutturali che attendono ancora una risposta definitiva dopo ben diciotto anni di gestione straordinaria.

Diciotto anni di ritardi e investimenti milionari negli impianti del Nuorese e del Marghine

La lunga stagione dei commissariamenti ha registrato investimenti per milioni di euro, che però non hanno risolto i problemi storici delle due piattaforme industriali. Nel caso specifico del polo del Marghine, rimangono ancora in sospeso i collaudi tecnici definitivi, la tutela dei posti di lavoro degli operai e la pianificazione ambientale dell’intero impianto. Archiviare questa lunghissima fase di transizione senza una prospettiva economica chiara e condivisa rappresenterebbe un danno irreparabile per l’intera economia della Sardegna centrale.

I portavoce provinciali di Europa Verde Nuoro, Marco Sedda e Pierangela Masala, propongono una strada alternativa per tutelare gli interessi dei cittadini. I due esponenti politici chiedono una proroga mirata del commissariamento, da utilizzare esclusivamente come strumento temporaneo per sanare i contenziosi aperti e per avviare finalmente un tavolo di concertazione sul modello organizzativo dei consorzi della provincia. Il trasferimento di sole competenze burocratiche da un ente all’altro non risolverà i nodi strutturali se la politica non affronterà le questioni economiche di fondo.

Una gestione moderna e partecipata contro lo spopolamento e la crisi delle aree interne

I territori chiedono da anni, attraverso delibere e documenti ufficiali dei consigli comunali, un peso maggiore nei processi decisionali. Secondo i rappresentanti di Europa Verde, la creazione di una gestione moderna, partecipata e radicata sul territorio rappresenta l’unica vera ricetta per contrastare la drammatica crisi demografica, la perdita di competitività delle imprese e il progressivo spopolamento delle zone interne dell’isola.

Le esperienze amministrative delle città di Nuoro e Macomer dimostrano che esiste una visione strategica comune tra gli amministratori locali, che mette al primo posto il benessere della popolazione, l’occupazione stabile e la sostenibilità ecologica. Gli esponenti ecologisti evidenziano che se la vecchia legge del 2008 non permette oggi una gestione condivisa, la politica regionale deve aggiornare urgentemente le norme, smettendo di ignorare i reali bisogni dei cittadini.

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