Nuoro, tagliate cinque scuole: Regione in rivolta
Nuoro, tagliate cinque scuole: Regione in rivolta. La scuola di Nuoro paga il prezzo del commissariamento. Il nuovo piano di dimensionamento imposto dal commissario ministeriale incide in modo pesante sul territorio nuorese e apre uno scontro politico-istituzionale tra il Governo e la Regione Sardegna. La decisione di procedere senza un confronto con l’esecutivo isolano ha acceso un duro dibattito sul futuro dell’istruzione nelle aree interne.
La denuncia dell’assessora Portas
L’assessora regionale alla Pubblica istruzione Ilaria Portas ha criticato apertamente la scelta del Governo, che ha interrotto ogni dialogo con la Regione. Secondo l’assessora, Roma ha ignorato le specificità della Sardegna, un territorio che vive difficoltà strutturali, spopolamento e dispersione scolastica. Portas ha ribadito la necessità di investire sulla scuola come presidio sociale e culturale, soprattutto nei centri come Nuoro.
Accorpamenti decisi dall’alto
Il commissariamento ha prodotto una nuova serie di accorpamenti scolastici che coinvolgono direttamente Nuoro e il suo hinterland. Tra le decisioni più significative spicca la soppressione del Liceo Classico “G. Asproni” di Nuoro, con l’accorpamento al Liceo delle Scienze Umane e Musicale “S. Satta”. La nuova autonomia prenderà il nome di Liceo Classico Scienze Umane e Musicale “G. Asproni – S. Satta”, con sede al “Satta”.
Le scuole di base sotto pressione
Il piano ministeriale incide anche sul primo ciclo di istruzione. Il commissario ha disposto la soppressione dell’Istituto Comprensivo “Nuoro 1 Ferdinando Podda”, con l’accorpamento all’Istituto Comprensivo “Nuoro 2 Pietro Borrotzu”. La nuova autonomia scolastica porterà il nome “P. Borrotzu – F. Podda”. Questa scelta riduce il numero delle dirigenze e modifica profondamente l’organizzazione scolastica cittadina.
Il peso sulle comunità interne
Gli effetti del dimensionamento non si fermano a Nuoro città. Il piano coinvolge anche Orgosolo, che perde la propria autonomia scolastica con l’accorpamento all’Istituto Comprensivo di Oliena. In Ogliastra viene soppresso l’istituto Comprensivo “G. Deledda”, di Ilbono (con accorpamento dei punti di erogazione del servizio all’Istituto Comprensivo Lanusei) e quello di Tertenia, accorpato all’Istituto Comprensivo “Barisardo” che diventerà Barisardo-Tertenia. Portas ha evidenziato come questi tagli colpiscano comunità già fragili, dove la scuola rappresenta spesso l’ultimo presidio pubblico stabile.
Regione contro Governo
L’assessora ha ricordato che la Sardegna ha già accorpato 38 autonomie scolastiche negli ultimi tre anni, arrivando al limite massimo sostenibile. Secondo la Regione, ulteriori riduzioni non rispondono a criteri educativi reali ma a calcoli numerici lontani dalla vita quotidiana delle scuole. “Mentre la Regione costruisce, il Governo smonta”, ha sintetizzato Portas, denunciando una strategia che rischia di impoverire il tessuto sociale.




