Tracce della Maturità in Sardegna: polemica su Grazia Deledda
Tracce della Maturità in Sardegna: polemica su Grazia Deledda. Il giorno della prima prova dell’esame di Stato solleva una scia di polemiche e reazioni durissime che scuotono il mondo della scuola e delle istituzioni sarde. A far sentire la propria voce con determinazione è l’assessora regionale alla Pubblica istruzione, Ilaria Portas, che ha analizzato con estrema attenzione quanto accaduto. L’esponente della giunta ha espresso un profondo rammarico e una netta contrarietà per i temi che il Ministero dell’Istruzione ha selezionato per i candidati. Decidendo di rivolgersi direttamente ai dodicimila studenti sardi attualmente impegnati nei banchi: “A loro, oltre al mio più grande augurio, va una riflessione profonda. Come rappresentante istituzionale del nostro sistema scolastico, non posso nascondere il rammarico e la netta contrarietà per le tracce selezionate dal Ministero per la prima prova”.
La denuncia per la totale rimozione delle donne
Il dito dell’assessora Portas è puntato soprattutto contro una composizione dei temi considerata sbilanciata e ormai fuori dal tempo. Su sette opzioni d’esame complessive messe a disposizione dei maturandi, le figure femminili sono rimaste quasi totalmente escluse dalla competizione letteraria. Il dato statistico evidenzia una costante allarmante. Per il ventisettesimo anno consecutivo, l’analisi del testo non ha visto come protagonista una scrittrice. La responsabile della Pubblica istruzione sarda considera questa continua omissione come una vera e propria rimozione di genere ingiustificabile e anacronistica. Sottolineando come l’immagine offerta ai giovani risulti parziale e falsata, oscurando le grandi madri della nostra letteratura: “Sembra di essere tornati indietro di secoli, a un’epoca in cui la cultura, le firme giornalistiche e le cattedre accademiche erano un’esclusiva maschile. Ma la tradizione italiana non è questa”.
Il caso Grazia Deledda nel centenario del Nobel
L’esclusione più dolorosa e contestata colpisce direttamente l’identità culturale della Sardegna, impoverendo al contempo il patrimonio dell’intera nazione. Il Ministero ha infatti ignorato il nome di Grazia Deledda proprio nel 2026. L’anno in cui l’isola e l’Italia celebrano il centenario del suo Premio Nobel, l’unico massimo riconoscimento letterario che l’Accademia di Stoccolma abbia mai assegnato a una donna italiana. Gli stessi maturandi attendevano una traccia sulla celebre scrittrice nuorese, convinti che le istituzioni centrali cogliessero questa ricorrenza storica per valorizzare un’autrice capace di rompere ogni barriera di isolamento geografico. Portas definisce questa scelta come un sintomo di forte miopia culturale: “Non inserirla in questa occasione è un errore inaccettabile. Sintomo di una miopia culturale che relega una gigante della letteratura mondiale a fenomeno puramente locale”.
La risposta della Sardegna e il messaggio ai maturandi
Davanti a questa narrazione marginale, l’assessora Ilaria Portas conferma la volontà di promuovere politiche di segno opposto per rimettere i traguardi femminili al centro dei percorsi educativi. Grazia Deledda appartiene al mondo intero per l’universalità dei suoi temi sulla fragilità umana e sul riscatto sociale, e l’assessorato ha già avviato contromisure concrete. Se le istituzioni centrali dimenticano le donne e i loro traguardi, la Sardegna risponde con i fatti: “saremo noi a riportare con forza questi scritti al centro del percorso educativo dei nostri giovani“. Tra le numerose iniziative per il centenario, la Regione ha già completato la distribuzione delle sue opere in tutte le biblioteche scolastiche dell’isola, garantendo la massima accessibilità ai testi. L’appello finale si rivolge direttamente ai ragazzi e alle ragazze impegnati nelle prove. esortandoli ad affrontare il futuro con una spinta motivazionale forte: “Buono studio e buona fortuna alle nostre studentesse e ai nostri studenti. Abbiate coraggio: lo stesso che permise a una ragazza di Nuoro di conquistare il mondo”.
