L’autopsia sul corpo di Simone Concas.
Simone Concas è stato ucciso con due coltellate. La prima diretta al cuore fino a bucare un ventricolo e la seconda a perforare un polmone. Uno dei due fendenti ha provocato la morte del 19enne colpito a morte dal 16enne che lo aveva inseguito dopo aver investito con l’auto sua sorella maggiore nel centro di Bari Sardo, mercoledì scorso. Lo ha stabilito l’autopsia sul corpo del giovane eseguita a Lanusei dai medici legali Roberto Demontis e Danilo Fois, con la partecipazione del consulente di parte Antonio Nieddu nominato dall’avvocato del minorenne, Marcello Caddori.
Le indagini.
Stando alle ricostruzioni delle indagini, il 19enne è stato ucciso dal fratello minorenne della ragazza di cui Concas si era invaghito. Quel sentimento non corrisposto ha scatenato la furia della vittima, che dopo una lite ha travolto con l’auto la giovane che lo aveva rifiutato con l’intento di toglierle la vita. Sono stati alcuni massi ad aver attutito il colpo, ma la ragazza ha riportato danni fisici ed è ricoverata all’ospedale di Cagliari. Questo gesto ha scatenato la furia del minorenne che ha raggiunto Concas e in una violenta colluttazione è spuntata la lama mortale che lo ha colpito a morte. Ad aver scatenato la furia omicida è anche il comportamento della vittima che aveva da giorni perseguitato la sorella dell’assassino.
Cosa è stato scoperto con l’autopsia.
La dinamica del delitto è stata chiarita dall’autopsia eseguita a Lanusei dai medici legali Roberto Demontis e Danilo Fois, con la partecipazione del consulente di parte Antonio Nieddu nominato dall’avvocato del minorenne, Marcello Caddori. Secondo i dettagli emersi dall’esame disposto dalla Procura dei minorenni di Cagliari, il primo fendente è stato sferrato da destra verso sinistra mentre i due si trovavano in piedi, mentre il secondo ha colpito la vittima quando era ormai girata di lato.
