Possesso armi ed esplosivi: quattro denunciati a Silanus. I controlli dopo le esplosioni di Santo Stefano
Armi ed esplosivi: quattro denunciati a Silanus. I carabinieri della Compagnia di Macomer e della Stazione di Silanus hanno denunciato quattro persone residenti a Silanus dopo aver trovato armi, munizioni ed esplosivo a seguito dei fatti del 26 dicembre scorso. L’azione rientra nel dispositivo di controllo del territorio volto a stroncare gli episodi di violenza e vandalismo che hanno scosso la comunità del Marghine.
Sequestri e dettagli dell’operazione
Durante l’intervento, i militari hanno scoperto materiali pericolosi e illegali. Un uomo di 28 anni aveva con sé sei botti illegali e circa 60 grammi di polvere pirica, del tipo compatibile con quelli che avevano causato esplosioni e danneggiamenti nel centro storico del paese.
Un giovane di 21 anni deteneva una cartuccia utilizzabile con un fucile d’assalto AK-47 “Kalashnikov”, senza alcuna autorizzazione. Lo stesso materiale può rappresentare un rischio concreto per la pubblica sicurezza se impiegato in contesti non consentiti.
Un 59enne custodiva illegalmente in casa un fucile ad avancarica con le canne mozzate, arma vietata dalla normativa vigente. Un ragazzo di 22 anni portava con sé una fiocina e due fucili da pesca subacquea, anche questi privi dei requisiti legali per il porto o la detenzione.
Contesto di tensione e atti vandalici
Questa operazione segue altre attività di controllo che le forze dell’ordine hanno intensificato dopo una serie di atti vandalici e comportamenti pericolosi registrati nella zona. Quegli episodi avevano incluso esplosioni durante la manifestazione “Cosas Bonas”, con danni a diverse abitazioni del centro storico e alla celebre arco in trachite dell’artista Pinuccio Sciola, simbolo culturale del paese.
In aggiunta, la notte di Natale un gruppo di persone aveva circondato in modo minaccioso gli agenti della Polizia di Stato impegnati in un controllo, costringendo le autorità a intensificare la collaborazione tra i vari corpi di polizia per garantire sicurezza e ordine pubblico.
Perquisizioni e azioni coordinate
In totale, i carabinieri hanno perquisito sei persone nell’ambito di questa operazione, suscitando un forte interesse della popolazione locale e delle istituzioni. Per tutti e quattro gli indagati è scattata la denuncia in stato di libertà, mentre il procedimento penale prosegue nella fase delle indagini preliminari e la loro responsabilità verrà accertata nel corso del processo.
I cittadini della zona hanno manifestato apprezzamento per l’impegno dei carabinieri, sottolineando l’importanza di mantenere la legalità e contrastare ogni forma di comportamento che metta a rischio la sicurezza pubblica.




