Parco eolico a Nuoro: la decisione del Tar Sardegna sul silenzio del Mase
I giudici amministrativi dell’isola intervengono con fermezza sui ritardi burocratici dei ministeri romani in materia di transizione energetica. La seconda sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna ha emesso una sentenza fondamentale che sblocca l’iter per un importante insediamento nelle zone interne. Il tribunale ha dichiarato l’illegittimità del silenzio serbato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale per il progetto denominato “Perda Pinta”.
L’azione legale fa capo alla società Nuoro Wind S.r.l., che aveva presentato la regolare istanza ministeriale nel gennaio del 2023. Di fronte alla prolungata inattività degli uffici romani, l’azienda ha deciso di adire le vie legali nell’aprile scorso. La pronuncia dei magistrati cagliaritani stabilisce un precedente significativo per la gestione dei tempi dei procedimenti amministrativi legati alle fonti rinnovabili nell’isola, un tema che genera da mesi un acceso dibattito tra le istituzioni locali e il governo centrale.
I dettagli tecnici del maxi impianto nel Nuorese
Il progetto industriale prevede la nascita di un perimetro tecnologico di notevoli proporzioni nel territorio comunale del capoluogo barbaricino. La ditta proponente intende installare ben 15 aerogeneratori di ultima generazione. Ciascuna pala eolica esprimerà una potenza nominale pari a 6,6 megawatt, per un potenziale complessivo dell’infrastruttura pari a 99 megawatt. Il piano include la realizzazione di tutte le opere civili accessorie e le indispensabili infrastrutture di connessione alla Rete Trasmissiva Nazionale (RTN).
La difesa dei ministeri dell’Ambiente e della Cultura ha tentato di giustificare il ritardo sollevando eccezioni preliminari sui termini di decadenza del ricorso e menzionando il carico di lavoro eccezionale derivante dalle mille pratiche depositate dagli imprenditori. I giudici del tribunale sardo hanno respinto le tesi dell’Avvocatura dello Stato, ribadendo la natura perentoria dei termini stabiliti dal Testo Unico Ambientale. Secondo la corte, l’alto numero di richieste non può giustificare l’inazione ministeriale a danno dei privati investitori.
La corsia preferenziale e la minaccia del commissario
La sentenza analizza un aspetto cruciale legato alla potenza dell’infrastruttura. L’opera supera la soglia critica dei 70 megawatt stabilita dal legislatore per definire i progetti energetici strategici. Per questa ragione, il dossier rientra ufficialmente nella categoria degli impianti prioritari previsti dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC). I magistrati hanno quindi ordinato al Ministero dell’Ambiente e al Ministero della Cultura di pronunciarsi in via definitiva entro un termine perentorio di novanta giorni.
L’amministrazione centrale dovrà inserire la valutazione del progetto parco eolico Nuoro all’interno delle sedute ordinarie della Commissione tecnica Pnrr-Pniec o convocare un incontro straordinario. In caso di ulteriore inadempimento da parte degli uffici governativi, il tribunale provvederà alla nomina di un commissario ad acta per scavalcare l’inerzia dei ministeri e garantire la conclusione del procedimento.
