Il Tar Sardegna sblocca l’impianto eolico a Seui
Il Tar Sardegna sblocca l’impianto eolico a Seui. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna infligge un duro colpo alla burocrazia ministeriale. I giudici della Sezione Prima hanno accolto il ricorso presentato dalla società Sardeolica S.r.l. contro il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). La controversia riguarda l’ingiustificata inerzia dell’amministrazione centrale sul progetto per la costruzione di un impianto eolico nel comune di Seui, nella provincia del Sud Sardegna.
L’inerzia del Ministero sul progetto di Seui
L’azienda ha presentato l’istanza per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) il 28 febbraio 2024. Il progetto prevede l’installazione di 10 aerogeneratori per una potenza totale di 68 MWp. Nonostante il completamento delle fasi di consultazione pubblica, il Ministero non ha mai emesso il provvedimento finale. La Commissione Tecnica PNRR-PNIEC ha ignorato i termini previsti dalla legge, spingendo la società a rivolgersi alla giustizia amministrativa per accertare l’illegittimità di questo silenzio inadempimento.
Termini perentori per la transizione energetica
I giudici sardi hanno ribadito un principio fondamentale: i tempi della burocrazia non possono soffocare gli investimenti nelle fonti rinnovabili. La sentenza evidenzia come l’articolo 25 del Testo Unico dell’Ambiente stabilisca scadenze precise e perentorie. Il Ministero deve concludere l’iter entro 130 giorni dalla pubblicazione della documentazione. Il tribunale ha respinto le difese dell’Avvocatura dello Stato, chiarendo che l’alto numero di pratiche pendenti non autorizza gli uffici a ignorare la legge. La certezza dei tempi rappresenta infatti un pilastro per l’efficacia dell’azione amministrativa e la trasparenza verso le imprese.
La condanna al rimborso delle spese istruttorie
Oltre all’obbligo di provvedere, il TAR Sardegna ha inflitto una sanzione economica significativa al MASE. Il Ministero dovrà restituire alla società il 50% dei diritti di istruttoria versati, per un importo pari a oltre 26.300 euro. Questa forma di indennizzo automatico scatta proprio quando l’amministrazione fallisce nel rispettare i tempi della VIA. Secondo il Collegio, il rimborso costituisce una conseguenza diretta del ritardo, sanzionando il mancato adempimento di un dovere istituzionale in una materia strategica come quella energetica.
Novanta giorni per decidere sul parco eolico
La decisione dei magistrati fissa ora un cronoprogramma rigido. Il Ministero dell’Ambiente e il Ministero della Cultura hanno 90 giorni di tempo per chiudere definitivamente la pratica di Seui. Se l’amministrazione dovesse persistere nel suo silenzio, il tribunale provvederà alla nomina di un Commissario ad acta che si sostituirà ai ministeri per firmare gli atti necessari. Il progetto, pur essendo classificato come “non prioritario” per potenza rispetto ai giganti del settore, deve comunque ottenere una risposta in tempi certi per garantire gli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal PNIEC.
