Tortolì, il nastro di Mirko Farci torna alla madre dopo aver attraversato la Sardegna

Rosalba Castelli incontra i familiari di Mirko Farci aTortoli

Progetto Orme d’ombra violenza di genere: incontro a Tortolì

A volte le storie più intense si chiudono nei luoghi più impensati della nostra quotidianità. Non all’interno di una fredda sala istituzionale e nemmeno nel corso di una formale cerimonia ufficiale, bensì al capolinea degli autobus, sfruttando un’ora e mezza di tempo strappata ai rispettivi impegni giornalieri, mentre una viandante si appresta a riprendere il proprio viaggio. In questo scenario così comune si è svolto stamattina l’incontro tra Paola Piras, Pinuccia Lai e Rosalba Castelli.

La prima è la madre di Mirko Farci, il diciannovenne che ha perso la vita nel 2021 nel tentativo eroico di difendere la mamma dall’aggressione violenta dell’ex compagno; la seconda è la madre di Carlotta e Daniela, vittime della furia paterna in uno dei più dolorosi casi di violenza vicaria registrati nell’isola; la terza figura è la presidente dell’associazione Artemixia. Quest’ultima, negli ultimi mesi dello scorso anno, ha percorso a piedi centinaia di chilometri per l’Isola con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sul tema dei femminicidi e dei soprusi maschili, attraverso il fortunato progetto Orme d’ombra violenza di genere.

Il viaggio del nastro ricamato e il ricordo nelle scuole

A unire indissolubilmente queste donne è stato un semplice nastro rosso, la cui traiettoria comincia ufficialmente il 21 ottobre dello scorso anno, nel cuore pulsante della campagna di sensibilizzazione. Rosalba Castelli camminava già da circa quarantacinque giorni, portando sulle spalle l’esperienza di incontri formativi con studenti e comunità locali. Quel giorno, una docente di Jerzu ha chiesto di onorare la memoria di Mirko Farci durante un’assemblea con oltre trecento studenti del territorio. Una sapiente ricamatrice di San Giovanni Suergiu ha confezionato due nastri dedicati al giovane, facendoli recapitare proprio a Jerzu.

Da quel momento, la storia del sacrificio di Mirko è diventata una delle testimonianze fisse che l’attivista custodisce nel proprio zaino, raccontandola negli istituti scolastici della Sardegna e della penisola, comprese le città di Torino e Pinerolo. Questo racconto ha generato profonde riflessioni collettive sulla necessità di riconoscere e fermare la violenza sul nascere. Da quell’esperienza scaturiscono oggi ulteriori segni tangibili: il nome di Mirko identificherà la biblioteca scolastica di Jerzu per parlare alle future generazioni, mentre a Ulassai una seconda artigiana ha ricamato un terzo nastro destinato alla scuola media di Tortolì. Il nastro originario, invece, ha continuato il suo cammino nello zaino, in attesa di tornare nelle mani della sua legittima destinataria.

La Medaglia d’Oro al Merito Civile e la promessa mantenuta

Proprio nella giornata di ieri, lo Stato ha conferito ufficialmente a Mirko Farci la Medaglia d’Oro al Merito Civile. Si tratta di un riconoscimento solenne che giunge a distanza di anni dal tragico evento, restituendo pubblicamente il valore immenso di una scelta coraggiosa compiuta da un giovane uomo fedele ai propri principi.

Durante l’emozionante incontro odierno, Rosalba Castelli ha ricordato a Paola Piras la promessa fatta tempo addietro, quando la madre temeva che il ricordo del figlio potesse svanire nel silenzio. L’attivista ha sciolto quel pegno consegnando il nastro che ha marciato insieme a centinaia di giovani in tutta la regione. All’incontro ha partecipato anche l’assessora alle Politiche sociali del Comune di Tortolì, Irene Murru, che ha supportato con grande discrezione ed empatia un momento privato svoltosi all’interno di uno spazio pubblico. Le due madri si sono riconosciute nel medesimo dolore, ribadendo l’urgenza di proseguire il lavoro educativo nelle scuole per costruire una nuova consapevolezza tra i giovani.

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