Devastata la chiesa di Sant’Elena, l’ombra del satanismo a Siniscola

Sacrilegio contro la chiesa di Sant’Elena a Siniscola.

Un grave atto vandalico si è verificato nella chiesa di Siniscola, dove i vandali hanno devastato gli arredi e distrutto una statua. Alcune scritte lasciate nello storico santuario fanno ipotizzare che l’atto sacrilego sia stato compiuto da satanisti. Sull’altare, infatti, apparte il simbolo “666” che, secondo la Bibbia, raffigura il “numero della bestia”. Oltre alle scritte sataniche è stata decapitata la statua di Sant’Elena, a cui è dedicato il santuario.

Le indagini.

Su questo grave scempio contro l’antica chiesa campestre di Sant’Elena, situata nelle campagne del paese e costruita tra il 1777 e il 1803, sono in corso le indagini delle forze dell’ordine. A dare l’allarme ed avvisare le forze dell’ordine è stato Claudio Marceddu, erede del cavalier Puxeddu e discendente del possidente Giovanni Pusceddu.

L’episodio si inserisce in un contesto già complesso. Il santuario e le vicine cumbessias sono stati infatti al centro di una dura battaglia legale ed edilizia. Pochi anni fa l’intero complesso era finito sotto sequestro da parte della Procura di Nuoro a causa di alcuni lavori di restauro non autorizzati. I lavori erano stati eseguiti durante il lockdown. Tale provvedimento si innestava in una più ampia causa civile da un miliardo di euro intentata dagli eredi contro l’amministrazione comunale per la rivendicazione della proprietà dei beni.

La vicenda diventa ancora più inquietante perché non è un caso isolato. Negli ultimi mesi del 2026 in Italia si sono verificati diversi episodi di vandalismo che hanno portato alla decapitazione di statue della Madonna in varie località del Paese. Proprio nel mese di agosto, pochi giorni prima di questa vicenda, la Madonnina della Pelara a Forio è stata decapitata per la terza volta da ignoti. Questa catena di sfregi riapre l’allarme sulla presenza di gruppi occultisti nel Paese, capaci di muoversi nell’ombra e di colpire santuari isolati per compiere i propri riti sacrilegi. Mentre le indagini cercano di tracciare i profili dei responsabili, la sequenza di attacchi lascia una scia di preoccupazione per l’escalation di un fenomeno esoterico sempre più aggressivo e sistematico.

Su questo recente episodio, la comunità di Siniscola e il mondo ecclesiastico esprimono profondo sdegno per la profanazione di un luogo simbolo della memoria storica e spirituale del territorio. Mentre le indagini proseguono nel massimo riserbo per identificare i responsabili, resta l’amarezza per le ferite inferte a un patrimonio culturale e religioso giovanissimo di un ennesimo, inquietante sfregio.

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